Giselle

Giselle_ph.Alessandro_Botticelli

Junior Balletto di Toscana

Coreografia, drammaturgia e regia Eugenio Scigliano
musica Adolph Adam 

Giselle_ph.Alessandro_Botticelli

Per affrontare “Giselle”, caposaldo e sintesi del Romanticismo coreografico, Eugenio Scigliano torna direttamente alle fonti poetiche e letterarie del balletto. Il coreografo si immerge nell’atmosfera gotica e notturna, tanto cara alle culture nordiche, della quale il tema dell’irresistibile passione amorosa legata all’idea della “non-morte” è fulcro portante. [...]
E così, ripensando la traccia dell’antico balletto, Scigliano riconduce la vicenda in quella età vittoriana, in una scuola che ricorda da vicino l’Appleyard College di Picnic ad Hanging Rock, dove si educano fanciulle di buona famiglia con rigidi rituali accuratamente pensati per soffocarne le passioni, ma nel quale è anche sufficiente mettere a contatto l’innocenza dei sentimenti dei più giovani con l’ambiguità cinica degli adulti per fare esplodere un conflitto profondo e sconvolgente tra verità e convenzioni e che tra sogno e realtà ancora una volta cerca di spiegare l’ineffabile natura dell’amore. (estratti da un articolo di Silvia Poletti)

Carpi > Teatro Comunale > 14 dicembre 2013 > 21.00
Vignola > Teatro Fabbri > 4 febbraio 2014 > 21.00 

El Paso del Tiempo

Carmen Meloni e Claudio Javarone

Compagnia Naturalis Labor/Flamenco Lunares

coreografie Carmen Meloni

Carmen Meloni e Claudio Javarone

L’intento di questo nuovo spettacolo è quello di proiettare lo spettatore nelle più suggestive atmosfere flamenche, alternando ritmiche conturbanti a melodie suggestive. Ogni ballerina del gruppo rappresenterà il flamenco a proprio modo, sviluppando sulla scena l’interiorità e la personalità di questa danza che è più uno stile di vita e un modo di essere che una semplice ricerca estetica. Il risultato è un insieme di stili, da quello più sensuale di Siviglia, a quello più conturbante e ritmico di Jerez De La Frontera, fino alla fusione dei due nel più moderno stile madrileno. El paso del tiempo , passione e ritmo, mistero e fascino, catturano il cuore dello spettatore con uno spettacolo affascinante e indimenticabile.

Comacchio > Sala San Pietro > 7 febbraio 2014 > 21.00 

workwithinwork/Rain Dogs/Don Q

workwithinwork

FND/Aterballetto

workwithinwork > coreografia William Forsythe, musica Luciano Berio
Rain Dogs > coreografia Johan Inger, musica Tom Waits
Don Q > coreografia Eugenio Scigliano, musica classica spagnola, Kimmo Pohjonen

workwithinwork

Quando il sipario si apre un uomo piega le braccia verso l’alto mentre il suo corpo si estrania, arcuandosi in un andamento ripreso immediatamente dai ballerini dietro di lui. Da queste battute iniziali di workwithinwork,un flusso quasi incessante di movimenti prende vita propria, una corrente fluida e vorticosa che sembra plasmare a proprio piacimento le traiettorie sul palco, guidata dai ritmi incalzanti dei Duetti per due violini, vol. 1 (1979-83) di Luciano Berio.
Rain Dogs inizia con una fitta pioggia e un cane che, curioso e sicuro del suo olfatto, si era mosso oltre i suoi soliti confini, alla scoperta di ciò che vive lontano, perde improvvisamente la strada del ritorno. E’ questa l’immagine da cui prende forma la coreografia di Inger, che si materializza a rappresentare quelle complessità e quelle contraddizioni che caratterizzano il rapporto con il mondo e che segnano le relazioni con gli altri. Quando la ricerca di un senso perde ogni punto di riferimento, l’incertezza e il disorientamento sembrano rendere impossibile il ritorno a casa, a ciò che era e che non è più.
Don Chisciotte (Don Q nella versione Aterballetto) è stato più volte frequentato dal teatro danza, perché il coreografo interessato a evocare attraverso la metafora del movimento una condizione che fa delle azioni il frutto talvolta bizzarro di un mondo interiore acceso di sogni e ideali, trova nell’Hidalgo di Cervantes la sintesi perfetta e la fonte inesauribile di ispirazione. Perché Don Chisciotte è uno e centomila e ognuno può ritrarre il ‘suo’ Don Chisciotte. Come fa Eugenio Scigliano, nel nuovo progetto per Aterballetto, in cui il coreografo empaticamente si riflette nel suo personaggio e ne traduce lo spaesamento umano e la necessità di non abdicare ai propri ideali anche se la realtà congiura per soffocarli.

Ravenna > Alighieri > 18/01/2014 > 20.30 & 19 > 15.30  (workwithinwork e Rain Dogs)
Ferrara > Comunale > 31/01/2014 > 21.00 
 (workwithinwork e Rain Dogs)
Carpi > Comunale > 2/02/2014 >21.00 (Rain Dogs e Don Q)
Cesena > Bonci > 9/02/2014 > 21.00
(workwithinwork e Don Q)

La Sagra della Primavera Paura e Delirio a Las Vegas

Cristina Rizzo

Cristina Rizzo/CAB008

Concept, coreografia, elaborazione sonora Cristina Rizzo
Danza Cristina Rizzo
Musica Igor Fedorovic Stravinskij

Cristina Rizzo

“Quando il movimento diventa delirio del corpo, ha sulla realtà lo stesso effetto distorsivo, la rende un immaginario malleabile, un territorio che non ha profondità ma solo superfici e che esiste solo nel tempo condiviso di ‘un adesso’. The time of dance is now.”

Nel centenario della Sagra della Primavera di Stravinskji, che nell’esecuzione di Nijinsky cambiò per sempre lo spirito della danza, si sceglie di approfondire e toccare l’aspetto immaginifico della famosa partitura musicale, grazie anche ad uno spiazzamento percettivo tra il visivo e il sonoro. La pièce, in forma di solo, si articola attraverso una sorprendente ed intensa coreografia che amplifica la congiunzione inattesa tra suono, estensioni dinamiche e oscillazioni del senso, sfidando così l’abituale suggestione passiva dello spettatore. La domanda è: di quale visione è fatto il suono che ascoltiamo, di quali suoni è costituita la nostra visione?

Ravenna > Artificerie Almagià > 31 gennaio 2014 > 21.00