chi siamo

ATERDANZA, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come “Organismo Regionale di Distribuzione, Promozione e Formazione del pubblico per la danza”, è nato nel 2003 per volontà dell’ATER ed ha la sua sede operativa a Modena.

L’intuizione iniziale, che da dato il via al progetto, è stata quella di creare una rete tra alcuni teatri della regione che già da qualche tempo, in misura disomogenea e non sempre continua, programmavano la danza. Sin da subito è stato chiaro che il compito principale del circuito doveva essere quello di facilitare la circolazione e la conoscenza della danza in tutte le sue forme, i suoi linguaggi e le sue peculiarità, senza sostituirsi o sovrapporsi al ricco tessuto di teatri già esistente in regione.

Per questo motivo, a differenza degli altri circuiti regionali, ATERDANZA non gestisce e non programma direttamente le stagioni dei teatri che ospitano la danza, ma si limita a svolgere un ruolo di coordinamento tra i 20 enti teatrali aderenti, equamente distributi nelle 9 province partecipanti, da Piacenza a Rimini. Questi enti sono associati ad ATERDANZA mediante una convenzione che si rinnova ogni due anni. L’accordo prevede che le decisioni di carattere artistico vengano prese da un’assemblea cui partecipano tutti i soggetti aderenti: in quell’occasione si analizzano gli spettacoli più meritevoli di attenzione, ciascuno sceglie quelli da programmare e da questo confronto nasce il comune “cartellone” da realizzare. Il palinsesto chiama a raccolta le migliori realtà della danza italiana e internazionale ma riserva anche un doveroso spazio ai giovani emergenti e alla ricerca artistica.

ATERDANZA partecipa all’acquisto degli spettacoli selezionati in una misura percentuale che può variare dal 30 al 50% del cachet concordato con le compagnie ospiti. Per questa ragione si configura come un “gruppo di acquisto solidale” che consente di ottenere condizioni economiche più favorevoli per i suoi soci e di abbattere il costo di ogni singolo evento. In tal modo anche i comuni più piccoli e meno serviti hanno potuto programmare spettacoli di danza contemporanea e moderna che da soli non avrebbero mai potuto ospitare.

Questi criteri hanno dato risultati a dir poco eccellenti. In particolare – rispetto all’edizione iniziale del 2003 – l’offerta è cresciuta del 30% e il numero degli spettatori è raddoppiato, raggiungendo quota 25.000: la formula del circuito non centralizzato, bensì a rete, si rivela quanto mai virtuosa in tempi di crisi e indica una possibile alternativa all’isolamento e alla prevalenza dei monopoli.