Ormai arrivata alla nona edizione, la stagione Aterdanza si conferma una realtà di successo per la danza italiana e un modello di organizzazione virtuosa.
Non è un caso che quello che è oggi uno dei principali circuiti di danza del nostro paese sia nato e cresciuto proprio in Emilia-Romagna, la regione più vivace per l’arte tersicorea. In questi anni Aterdanza ha promosso e dato lavoro a innumerevoli compagnie, coreografi e danzatori italiani, attivando in tal modo meccanismi artistici e occupazionali. In una congiuntura come l’attuale il contributo di Aterdanza all’economia italiana, ancorché modesto, è dunque da rimarcare, quant’è vero che creare spettacolo alimenta la domanda interna.
Tanto che, nonostante gli annunciati tagli, per la rete di teatri dell’Emilia-Romagna riuniti nel nome della danza, il 2010 e il 2011, ovunque anni di crisi, hanno portato – unica eccezione nel panorama coreutico – un incremento dei finanziamenti ministeriali. Che a loro volta hanno dato origine ad un ampliamento delle collaborazioni artistiche, a partire dalla grande novità della stagione entrante: la compartecipazione di Aterdanza e del festival Aperto di Reggio Emilia nell’organizzazione di Off-balance, focus sulla giovane danza contemporanea italiana (15-16 e 22-23 ottobre).
Oltre che dell’opportunità di scoprire gli autori e i performers under 35 più interessanti del nostro panorama, si tratta per Aterdanza del primo esperimento di collaborazione artistica con uno dei suoi soci. Dei 13 giovani coreografi presentati alla piattaforma reggiana infatti ben 7 sono sostenuti da Aterdanza.
L’impegno in questa vetrina presenta Aterdanza, per la prima volta, con un nuovo ruolo: non più soltanto di appoggio quale erogatore di servizi, ma di partner con cui lavorare in sinergia per nuovi progetti artistici. Sull’onda dall’importanza e della visibilità di questa prima prova, Aterdanza mira ad estendere progetti di tale natura.
I segni di un’apertura in questa direzione si stanno vedendo anche a Ravenna, dove l’Associazione Cantieri insieme a Ravenna Manifestazioni e Ravenna Teatro ha messo in piedi una piccola ma interessante rassegna invernale di danza contemporanea italiana. In scena, qui come a Reggio Emilia, i nomi nuovi della nostra coreografia, già segnalati da premi e riconoscimenti qualificanti.
Il rafforzamento della rete e la sua fama di modello da seguire è testimoniato anche dal fatto che sempre più numerose sono le realtà teatrali che chiedono di entrare a far parte di Aterdanza.
Riguardo al programma artistico le scelte sono in linea con le scorse stagioni. Un programma di qualità, che promuove soprattutto la migliore danza italiana. Una trentina le compagnie presentate, oltre sessanta il numero di recite.
Novità di pregio questa stagione è l’ingresso nella rete della più balsonata tra le scuole di Ballo italiane: l’Accademia Teatro alla Scala, con i suoi allievi già votati al palcoscenico, che ridà freschezza al repertorio classico e moderno con uno spettacolo a tre titoli: l’atto delle Ombre de La Bayadère di Petipa, Evening Songs di Jirí Kylián e Larmes blanches di Angelin Preljocaj.
A guidare le compagnie moderne rappresentative del miglior made in Italy è ancora una volta Aterballetto, che propone un’importante novità di stagione: la nuova produzione Alice nel paese delle meraviglie, firmata dal coreografo emergente Francesco Nappa. La compagnia reggiana presenta anche alcuni classici di Mauro Bigonzetti, coreografie squisitamente musicali quali Come un respiro e Rossini Cards, e riletture di Ballets Russes come Le sacre e Les noces.
Tra le giovani realtà importanti della danza italiana tornano compagnie di prestigio, come il torinese Balletto dell’Esperia, con la novità Corpi d’anima, un dittico a doppia firma: Paolo Mohovich e Jacopo Godani. La compagnia è impegnata anche in una serata a tre pezzi che rivisita il grande repertorio del Novecento con La morte del cigno del francese Thierry Malandin, L’après-midi d’un faune di Eugenio Scigliano e I quattro temperamenti di Paolo Mohovich.
Altra compagine di pregio, il Balletto di Roma torna a proporre le sue interessanti riletture di temi classici della letteratura o del repertorio ballettistico con il crepuscolare Otello di Fabrizio Monteverde.
Mentre il Balletto Teatro di Torino si presenta più che mai vigoroso grazie al coreografo in residenza Matteo Levaggi, che con Le Vergini firma un balletto dall’iconografia suggestiva e affascinante, ispirata all’arte e al cinema.
Combina originalmente molteplici tecniche di danza la Spellbound Dance Company, che nell’ultima creazione Le quattro stagioni parte dal ciclo musicale vivaldiano per spingersi alla ricerca di un paesaggio fisico e sonoro.
Connotazione fortemente etnica hanno invece le creazioni della Compagnia Mvula Sungani, per le origini africane del suo direttore e coreografo, che in Italia, la mia Africa prende spunto dalla propria biografia di immigrato di seconda generazione.
Ha stile ed entusiasmo la compagnia giovanile Junior Balletto di Toscana, che quest’anno porta in scena un classico del balletto, Coppelia, nella rilettura di Fabrizio Monteverde.
La migliore danza italiana d’autore è presente nel circuito Aterdanza con la Compagnia Virgilio Sieni, che mette in scena lo stesso coreografo nell’ormai classico Solo Goldberg Improvisation. Sotto l’ala dell’ensemble toscano si presenta la publico la giovane formazione Damasco Corner, composta di ragazzi non vedenti, impegnati con Atlante nel bianco in un lavoro sulla percezione del corpo e del gesto.
Ancora danza d’autore con la Compagnia Abbondanza/Bertoni, che nella creazione Le fumatrici di pecore inscena un duo femminile fuori dall’ordinario, mentre torna il piccolo “classico” Romanzo d’infanzia, capostipite del teatro-danza per giovanissimi.
Sceglie di dedicarsi ad uno spettacolo per l’infanzia anche Giorgio Rossi/Sosta Palmizi, che in Scarpe unisce il suo proteiforme talento alle abilità da nouveau cirque del giovane Collettivo 320Chili.
Ai ragazzi ma non solo è dedicato il lavoro del Teatro Gioco Vita, che con la compagnia di danza Imperfect Dancers allestisce un Sogno di una notte di mezza estate per corpi e ombre.
Tra le tante espressioni della danza italiana non manca il teatro-danza impegnato di Balletto Civile, che con Il sacro della primavera rivisita il balletto originale con lo spirito eversivo della nuova generazione.
Femminile il tratto d’autore di Laura Corradi, che per la sua compagnia Ersilia Danza continua la sua personale interpretazione dei classici con Il lago dei cigni.
Di tutt’altro tenore le creazioni di un’altra coreografa di spicco della medesima generazione, Monica Casadei, con la Compagnia Artemis Danza, che con Corpo a corpo Traviata inaugura il suo primo capitolo della trilogia verdiana. Lo spirito felliniano e l’esuberanza della coreografa si ritrovano invece ne I Bislacchi, una pièce per tutte le età.
Il linguaggio della coreografia contemporanea affiora con Noche tanguera nel tango argentino di Luciano Padovani per la compagnia Naturalis Labor, mentre Que reste-t-il de nos amours è un poetico souvenir della Parigi d’antan.
Un’incursione nel teatro di strada è offerta dal talentuoso Fabrizio Favale, che con la sua compagnia Le Supplici costruisce un itinerario artistico per rappresentare una vita eccezionale in Infanzia di San Francesco d’Assisi.
Alla scena coreografica di ricerca appartiene invece il duo Sistemi Dinamici Altamente Instabili, che con l’azione performativa site-specific Discontinuo indaga i concetti di spazio e visione.
Conferma il proprio talento il giovane duo Zerogrammi, che in Mappugghje amplia la propria visione teatrale partendo da una minuta poetica domestica.
Tra i nuovi talenti si è ormai affermata anche Silvia Gribaudi, che con il suo assolo A corpo libero, gioca con ironia e intelligenza sulla propria fisicità “esuberante”.
Il cartellone di Aterdanza include anche un genere molto amato dal grande pubblico, la danza acrobatica e ginnica di derivazione statunitense, rappresentata in Italia dall’ensemble Dedalo con Cantica II Purgatorio. Non manca la danza più seguita e imitata dalle giovani generazioni, l’hip-hop, rappresentato dalla compagnia Botega, con il mix di stili di street-dance del suo Paracasoscia.
Di particolare interesse per Aterdanza resta la scoperta, la valorizzazione e la promozione della giovane coreografia d’autore. Anche questa stagione costituiscono un nucleo forte del calendario i talentuosi nuovi autori affacciatisi di recente alla ribalta e oggi distribuiti nelle interessanti rassegne e piattaforme del circuito di cui si è detto. Della necessaria finestra su una realtà in fermento che apre alla scena italiana del domani, fanno parte giovani artisti che vale la pena citare: il trio Buscarini-Bersani-Ramponi con Volta, Martina Cortellazzo con The cut tuk show, Marco D’Agostin con Viola, Matteo Fantoni con Leoni, il trio Foscarini- D’Agostin-Nardin con Spic&Span, Alessandro Sciarroni con Your girl.
Differenti quanto ugualmente eccellenti le due proposte di compagnie straniere entrambe al debutto sui nostri palcoscenici.
Dal Regno Unito arriva la crew-fenomeno The Street Sensation, formata da sedici tra i migliori street dancers e breakers al mondo, che nello spettacolo hit Blaze dimostreranno cosa sanno fare. È invece una delle più interessanti nuove compagnie canadesi il Vancouver City Dance Theatre, che in Dreams of Dalì mostra la sua vocazione multimediale con un mix dinamico di danza, teatro, cinema, moda.